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A “La Gente vuole il Goal”, Ivano Guerra: “State tranquilli, la Reggina ce la farà. Che gioia quel mio goal al Campobasso”

Come ogni lunedì pomeriggio, alla trasmissione “La Gente vuole il Goal”, in onda su Video Touring 104, ospite in collegamento telefonico un altro ex giocatore che ha contribuito a fare la storia della Reggina. Questa volta è il turno di Ivano Guerra, uno dei pilastri della “Banda Scala”, che sfiorò il doppio salto dalla Serie C alla Serie A. Centrocampista esterno che ha vestito la maglia amaranto per tre stagioni, dal 1986 al 1989, collezionando 83 presenze e 4 reti. Nel corso del suo triennio vissuto a Reggio Calabria, Guerra conserva tutt’oggi bellissimi ricordi della città e della sua gente, la quale non ha mai smesso di apprezzarlo come uomo e professionista.

Foto/immagine – calciobresciano.it

Ciao Ivano, la Reggina dopo una lunga serie di risultati positivi è stata sconfitta ad opera di un bel Monopoli, che ha totalizzato 6 successi esterni. Qualcuno dopo questa sconfitta ha paura di vedere in bilico il primato dei ragazzi di Toscano, ti senti di tranquillizzare quei tifosi amaranto un pò pessimisti ?

“Ci sono state tre partite importanti ravvicinate nell’arco della settimana, avendo vinto a Catanzaro ci può stare un pò di stanchezza a livello fisico e mentale. Per lo più le squadre di Scienza come in questo caso il Monopoli giocano molto bene al calcio, poi avendolo visto qui allenare il Brescia e la Feralpi Salò , ti posso di che è un ottimo allenatore.. E’ normale che i tifosi a nove giornate dal termine vedono vicino l’obiettivo e vorrebbero che si raggiungesse, ma è impensabile in un campionato così lungo e difficile si potessero chiudere i giochi con 5-6 giornate d’anticipo. L’importante è ripartire dalla prossima sfida sul campo del Picerno, con più voglia e cattiveria di fare risultato”. 

Quanto può pesare a livello mentale affrontare le prossime giornate dopo essere stati reduci da un tour the force, che ha visto la Reggina spendere tante energie contro avversarie di livello?

“E’ un campionato abbastanza lungo, sono 38 partite, non si può pensare di poter essere sempre al 100%, poi contro il Monopoli mancavano giocatori importanti. Credo sia impossibile che il Bari riesca a vincere tutte le ultime nove gare restanti, perciò dico ai tifosi amaranto di stare tranquilli e sostenere sempre la squadra. Sono sicuro che la Reggina ce la farà a centrare l’obiettivo”.

Che differenze trovi tra questa Reggina e quella di quando giocavi tu ?

“La Reggina attuale ha più nomi importanti, vedi Denis, Reginaldo, mentre la mia Reggina  a parte qualcuno eravamo uno squadra di giovani, che avevamo un grande entusiasmo. Quello che mi fa piacere è che Mimmo Toscano, il quale era ragazzino quando giocavo a Reggio, ha trasmesso alla squadra da reggino doc qual’è, quel senso di appartenenza necessario per onorare al meglio la maglia amaranto. Ho avuto il piacere di apprezzarlo quando andai a vedere la Reggina a Teramo, dove a fine gara tutta la squadra venne a salutarci sotto il settore ospiti”.

Tu hai vestito la maglia amaranto sia in Serie B che in Serie C, totalizzando complessivamente 4 reti. A quale di queste ti senti più legato ?

“Quello a cui sono più legato è il goal realizzato al Comunale, contro il Campobasso, alla prima giornata, pareggiando 1-1. Venivamo da un turno di Coppa Italia e da un precampionato davvero deludente. Mister Scala era all’esordio su una panchina professionistica, visto che proveniva dagli Allievi del Vicenza. Quel mio goal fu l’inizio di una grande cavalcata, culminata con la promozione in Serie B, conquistata nello spareggio di Perugia con la Virescit”.

L’anno dopo sfioraste l’impresa di centrare la storica promozione nella massima serie, perdendo purtroppo ai rigori lo spareggio a Pescara contro la Cremonese. Quanto è mancata la Serie A a Ivano Guerra, come uomo e calciatore?

“Io mi considero di essere stato un giocatore normale, che ha giocato in Serie B e Serie C. Uno nel calcio come nella vita, arriva dove merita. Certo che quella promozione sarebbe stato il giusto premio per la squadra e la città, ma purtroppo restammo tutti delusi.A distanza di anni, col senno di poi  dico che,non credo che quella società all’epoca sarebbe stata pronta per far fronte al campionato di Serie A. E’ stato meglio esserci arrivati nove anni dopo come poi è successo, grazie al presidente Foti, che ha consentito alla Reggina di ben figurare nella massima serie, togliendosi grosse soddisfazioni e lanciando giocatori importanti”.

Oggi di cosa si occupa Ivano Guerra ?

“Faccio l’allenatore in provincia di Brescia, la società è il Vobarno, dove alleno da circa dieci anni. Siamo riusciti a salire dalla Prima Categoria alla Serie D, ora ci troviamo in Eccellenza. Si può dire che ho sempre fatto l’allenatore, una volta che ho smesso di giocare. Mia moglie gestisce un centro estetico sul Lago di Garda. Viviamo felici e tranquilli”.