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A “La Gente vuole il Goal”, Rubens Pasino : “Questa Reggina è nata per vincere. Porto ancora nel cuore il goal di Gualdo”

Nel pomeriggio di ieri, alla trasmissione “La Gente vuole il Goal, in onda ogni lunedì su Video Touring 104, ospite in collegamento telefonico, Rubens Pasino, ex attaccante della Reggina. Uno dei principali protagonisti, della promozione in Serie B degli amaranto nella stagione 94/95. Rubens ha militato in riva allo Stretto per quasi cinque anni, collezionando 122 presenze e 11 reti realizzate. Giocatore di grande qualità, molto spesso autore di goal pesanti e decisivi, tra questi quello messo a segno in casa del Gualdo. A  distanza di tanti anni, Pasino è ancora nel cuore di tutti i tifosi reggini, che lo considerano uno dei giocatori più importanti della storia amaranto.

Foto- City Now

Ciao Rubens, che differenze trovi tra questa Reggina e quella in cui giocavi tu, che nel 1995 ottenne la promozione in cadetteria ?

“Diciamo che questa Reggina è stata costruita  subito per vincere, avendo giocatori di esperienza e qualità, mentre in quella dove giocavo io a parte Carrara, Vincioni e Mariotto, in parecchi avevamo tanto ancora da dimostrare. Nella Reggina di oggi vanno a segno un pò tutti, da noi invece era Aglietti quello più prolifico. Per il resto eravamo una Reggina, che trovava il goal e giocava di rimessa, gestendo anche bene il risultato”.

Non credi anche che era una Serie C diversa, forse in quegli anni si giocava un calcio più di qualità ?

“Diciamo che era un calcio diverso, tutto sommato non mi dispiace questo attuale, anche oggi è un girone duro e difficile”.

Nella Reggina di oggi, ti rivedi in qualche giocatore ?

“Io in quegli anni alla Reggina giocavo attaccante, ma potevo fare anche alla seconda punta. Lo lascio dire a voi quale giocatore della Reggina di oggi mi somiglia”.

Che ricordi hai di quella giornata al Comunale, contro il Siracusa, sfida che vi permise di  ottenere l’aritmetica promozione in Serie B ?

“Ricordo  già dalla mattina l’atmosfera che si viveva, sapevamo che era il grande giorno, soprattutto dopo la vittoria con mio goal a Pontedera nel turno precedente. Il Comunale era stracolmo di tifosi, pareggiammo a reti inviolate con il Siracusa, in virtù della sconfitta interna dell’Avellino contro il Barletta. Risultato che ci diede di conseguenza la promozione aritmetica. Per me e altri miei compagni ha avuto un sapore particolare, perché è stato il nostro primo campionato vinto in carriera”.

Sei sempre stato protagonista in amaranto di goal importanti e decisivi, a quale di questi sei rimasto più legato ?

“Non ne ho realizzati tantissimi, ma se devo dirne proprio uno, dico quello a pallonetto a Gualdo Tadino, contro una forte squadra, allenata all’epoca da un signor allenatore come Novellino. Fu una vittoria importante, che ci permise di riscattare il pareggio beffa subito nel finale la settimana prima in casa della Juve Stabia. L’anno successivo in Serie B, ricordo con piacere anche quello in casa realizzato al Genoa. Goal che ci permise di riscattare il pesante 7-0 dell’andata e ci rimise in corsa salvezza”.

Hai fatto riferimento alla stagione successiva, quando la Reggina militava in Serie B, categoria che fu mantenuta grazie ad un finale di campionato incredibile da parte vostra. Che ricordi hai di quella impresa?

“Ci salvammo vincendo nelle ultime quattro giornate, bravi e fortunati, perché affrontammo squadre che non avevano più nulla da chiedere al campionato. Fu una stagione dove avevamo avuto un pò di alti e bassi, oltre a non essere riusciti a vincere partite che avremmo meritato di portare a casa, ma in ogni caso riuscimmo a centrare l’obiettivo finale”.

Mercoledì al Ceravolo, si disputerà il derby con il Catanzaro, che tipo di partita dovrà attendersi la Reggina di Toscano ?

“Io metterei la firma per un bel pareggio. Mi aspetto una partita di buon livello su un campo dove si può giocare al calcio, visto che entrambe le squadre hanno qualità tecnica”.

Che ricordi hai dei tuoi anni vissuti a Reggio Calabria ?

“Di ricordi ne ho tantissimi e tutti belli. Sicuramente uno di questi è legato al primo giorno arrivato a Reggio Calabria. In quell’occasione mi venne a prendere Mariotto, con il quale andammo a pranzo e poi ci recammo al centro sportivo Sant’Agata, dove mi fecero delle simpatiche battute per il fatto di non essere fisicamente un colosso (sorride). Da lì capì subito di trovarmi in un bell’ambiente e con un gruppo straordinario”.