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A “La Gente vuole il Goal” Ricardo Paciocco : “Reggina non mollare. La mia rabona ? Normale follia”

L’ex attaccante amaranto, ospite in collegamento telefonico alla trasmissione La Gente Vuole il Goal, in onda su Video Touring 104 ,  ha parlato tra i vari argomenti trattati, anche di Reggina e dei suoi trascorsi da calciatore in riva allo Stretto.

Tutti i tifosi della Reggina o almeno i meno giovanissimi, ricorderanno Ricardo Paciocco, ex attaccante che ha vestito la maglia amaranto dal 1989 al 1991, collezionando 55 presenze e 7 reti. Tra le diverse squadre dove Ricardo ha militato, la Reggina è una di quelle che gli è rimasta nel cuore. Famoso per la sua rabona, gesto tecnico che oggi si vede fare solo ai grandi campioni, che fece allora.a  Reggio Calabria, al vecchio “Comunale” durante la sfida con la Triestina dal dischetto. regalando la vittoria alla  Reggina di mister Bolchi, che, in quella stagione (1989/1990) era in lotta per la promozione in Serie A. L’ultimo suo anno in amaranto, fu davvero sfortunato, tra infortuni e tante altre difficoltà che videro infine la Reggina retrocedere in Serie C.. Dopo Reggio Calabria, Paciocco fu costretto ad appendere gli scarpini al chiodo a causa dei troppi infortuni, ma il suo ricordo è rimasto indelebile nei cuori dei tifosi della Reggina per i suoi colpi da campione, tanto da emozionare e divertire il pubblico sugli spalti. Ricardo è uno di quei calciatori che non esiste più ai tempi d’oggi, essendo stato l’emblema di un calcio romantico e poetico di cui  abbiamo forte nostalgia.

Ciao Ricardo, segui ancora la Reggina ?

“Certo che si, seguo sempre le squadre in cui ho giocato, chiaramente quelle che mi sono rimaste nel cuore e la Reggina è una di queste. A Bisceglie è stata una vittoria al cardiopalma, ma molto importante”.

Credi che gli amaranto riusciranno a restare in vetta fino alla fine ?

“Credo proprio di si, ha un importante vantaggio sulle inseguitrici, ma guai mollare. Saranno importanti i due match casalinghi contro Bari e Ternana”.

A proposito di Bari e Ternana, chi temi tra le due ?

“Parliamo di due piazze importanti, che vantano trascorsi prestigiosi nel calcio italiano. Il Bari ha grandi individualità ma è meno collettivo, cosa che invece è la Ternana”.

Quando giocavi, uno dei tuoi colpi migliori era la rabona. Puoi spiegare a distanza di tanti anni come ti è venuto in mente provarla dal dischetto in quel match importante contro la Triestina ?

“Ricordo che mister Bolchi era preoccupatissimo, si arrabbiò molto, ma per me era normalissimo fare la rabona dal dischetto. Oltre tutto era una partita delicata per la corsa alla A , stavamo in parità e con quel mio rigore riuscimmo a battere la Triestina”.

La tua esperienza a Reggio, si chiuse con un’incredibile retrocessione in Serie C. Come ti spieghi quella sfortunata stagione nonostante una rosa di qualità?

“Tante cose non andarono per il verso giusto, pur avendo un forte organico. Io per altro ebbi un grave infortunio, che mi costrinse poi a dover finire la carriera”.

Quando ti rivedremo a Reggio Calabria ?

“Se tutto va bene verrò giù per la festa della promozione in B, prenderò il primo aereo per festeggiare insieme ai tifosi”.